Come di solito, il circolo delle beghine si riunì la domenica, nel tardo pomeriggio, per giocarsi a scala quaranta le monetine rimaste nel borsello. Nell’attesa che arrivassero tutte, come di consueto, si raccontarono a vicenda le gesta eroiche dei propri figli.
Adamina iniziò: -Mio figlio, disgraziato!, c’ha una pagella che sembra la schedina del totocalcio. Mancano solo le X.-
Virginia andò avanti: -Il mio è così bravo! La maestra parla sempre così bene di lui…- Si aprì la porta, tutte le signore si voltarono e Adelma disse: -Oh, buonasera, signora Rosso!-.
-Buonasera, mica buona, ‘sta sera!.
-Oh, santa pace- fece Ines –cosa t’è successo?
-Ma sì, quella deficiente di mia figlia!
-Cos’ha fatto, adesso, la Cappuccetto, che è una bambina così brava?-
-Ma niente! È che è deficiente! L’altro giorno, a ‘sta scema, le dico: “Visto che tua nonna è malata che c’ha l’artrite e la flebite e tutto, vai mo’ a portarle su ‘sto cesto di roba” (che c’era dentro del pane, del burro, le medicine, la marmellata, un pacco di pasta e tutte quelle robe lì, no?). Allora lei mi fa: “Sì, sì, ci vado”, ‘sta scema, che è scema, c’ho una figlia scema. Ci faccio: “Però sta mica andare nel bosco, che è pericoloso, c’è il lupo, ti mangia, ci sono i funghi velenosi, i serpenti e i socialisti. Vai per la strada grande, è un po’ più lunga ma è sicura. E ‘sta cretina, zac, dritta come un fuso nel bosco. Saltellando, tra l’altro, che metti che cade a far l’idiota a saltellare è buona di spezzarsi una gamba, ‘st’idiota, santamariadelcarmelo. Niente, va nel bosco, quel bosco che c’è lì dietro al Marchino, e poi per forza, tac, salta fuori il lupo. Lei cosa fa? Uno normale scappa, ma lei no, scema d’una scema, sta lì, si mette a parlare col lupo. Cretina! “Ma dove vai, ma cosa fai, ma cosa non fai?” fa il lupo, e lei, che già non era scappata, le dice tutto: “Vado dalla nonna col pane il burro, lei sta in via Gatti al numero 4, è vecchia e malata”. Cogliona! Poteva dargli le chiavi di casa, già che c’era. Santamariadellegrazie, il lupo prende su e va dalla nonna, che un po’ è sorda, un po’ e cieca, lo fa entrare, e gnam, lui se la mangia. Che mia mamma non fosse un fulmine lo sapevo già, ma Cappucceto, santantoniodallabarbabianca, lei no, speravo che un po’ di sale in zucca l’avesse, che la mando anche a scuola, le ho comprato l’atlante e le matite e tutto. Invece ‘sta zuccona, bella come il sole va dalla nonna e bussa e il lupo fa finta di essere la nonna e lei, che c’è bisogno che sia scema una per non accorgersi, dice: “Sono Cappuccetto, nonna, fammi entrare”. E il lupo (che ci avrà pure la voce diversa da mia mamma, perlebuoneoperedelsignore!) le dice di venir su che la porta era aperta. Lei niente, non si accorge della voce e non si accorge che non è la nonna. Dice solo: “Ma che pelo lungo che hai”, che la nonna un po’ di baffi li aveva, ma santamariaimmaccolata, da lì a un lupo ce ne passa. “Che voce grossa che hai”, fa sta deficiente! “Ma che denti aguzzi, ma che bocca larga”, e il lupo, che forse allora si era accorto che mia figlia è proprio dura come il marmo di Carrara, gnam, s’è ingoiato anche lei-
A bocca aperta, incredula, Adelina chiese:-Opercristo, ma Cappuccetto è morta?-
-Ma no- fece la Signora Rosso – poi è venuto Fiorini, il cacciatore, che ha trovato il lupo che gli sembrava un po’ grasso, l’ha ammazzato e ha tirato fuori mia mamma e mia figlia che stavano bene.-
-Meno male, va là- disse Virginia –ma cosa le hai detto quando è tornata a casa?-
-Niente, le ho solo dato una mano di pacche, a ‘sta cretina. Bè, chi è di mazzo?-


