Sto
(aprile 2005)
Ascolta la canzone (versione live al Teatro Bibiena di Mantova, con Lorenzo Bertolini)
La
Il capotreno era una bella donna
Mi
Severa con gli evasori piuttosto decisa
Re
Io le mostrai il biglietto e disse bene
La
Ma obbligò a scendere il mio vicino
Re La
E l’uomo sudato diceva che bella donna
Mi La
Mentre l’emigrante mostrava i regali per i figli
Re La
Non mi interessava ma ascoltai, forse aveva
Mi Re
Molti più viaggi e scomodi sulla schiena
Rem
Li aveva comprati a Parigi
La Mi La
Sulla fronte gli pulsava una vena
Re La
Ma quanto manca all’arrivo che in ogni stazione
Mi Re
Arriviamo con annunciato ritardo
Rem
Disse il vecchio triste, figlio, non lo sai?
La Mi La
In questo viaggio non si arriva mai
Poi salì una ragazza chiese posso?
Si accomodò, era bella e tranquilla
Cercavo un motivo per attaccare un discorso
Ma appena dissi che freddo fa oggi
Lei disse sì, ma devo scendere
Ho un treno che m’aspetta e una stazione
Una stazione di cambio da aspettare
Sorrise piano e scese sul marciapiede
Ricordo che era bella e che scomparve
Non so dove portasse l’altro treno
L’uomo vide che non sapevo cosa fare
Allora disse figliolo, c’è meno viltà
Nel tradire che nell’essere fedeli a metà
E io dissi sì ma pensai non è vero
Io non ho più nemmeno niente da tradire
E qualcuno mi lesse nel pensiero
E disse meglio ancora sei libero adesso
Risposi tu menti, non dirmi che non hai
Invidia di un po’ di tranquillità
E della felicità degli altri occhi


