Un cenno di saluto
(febbraio 2006)
(guarda la registrazione)
Mi La Mi
Lontano, così lontano, dalle preghiere di resurrezione
Dalle parole dei teologi e di chi ne sa di più
Lontano dai saluti quando si incrociano le persone
E dalle lacrime che ormai non vengon giù
Do#m Si La
Io non credo che potremo vederci ancora
Non credo nemmeno che tu mi possa sentire
Ma una vita non può finire come un giorno di scuola
E comunque servono i saluti prima di andare
Mi La Re La
E forse ti ritroveremo tra le pagine di un libro
Mi La Do# Re
In una bestemmia, in un bar, in una strada di Roma
La Mi Re La
Ma non potrai più farci un cenno di saluto
Qui Gabriele, ogni tanto ci contiamo le ossa
E qualche volta cerchiamo di fare l’appello
Ci scambiamo gli amori per qualche rosa rossa
E se passa qualcuno ci leviamo il cappello
Si tirerà avanti fino ad averne abbastanza
Fino a che all’anima non servirà vivere ancora
Si ballerà questo tango fino all’ultima danza
Ma il tuo vuoto, Grande, ci fa un po’ paura
E forse ti ritroveremo tra le pagine di un libro
In una bestemmia, in un bar, in una strada di Roma
Ma non potrai più farci un cenno di saluto
Qui Gabriele, sapessi che noia d’estate al paese
La foto che ti hanno messo non ti assomiglia per niente
Qui ogni tanto si brinda per te, ti si alza il bicchiere
Qui ogni tanto per sbaglio ti si parla al presente
Io ormai non mi chiedo più un dove e un perché
Solo che potevi andartene come al solito gridando
Farei un casino dannato per avere un saluto da te
Mi La
Qui piove piano: ogni tanto ti penso, ogni tanto cammino fischiando
E forse ti ritroveremo tra le pagine di un libro
In una bestemmia, in un bar, in una strada di Roma
Ma non potrai più farci un cenno di saluto
(al Grande)


