Carissima,
è molto che non ci scriviamo ma di cose da raccontare non ne ho poi molte. Ma sì, le solite cose, o non molto di più… Cioè, cosa vuoi che ti conti: ieri ho segnato la mia prima doppietta… peccato, era un così bel fucile, con quel graffio dalla parte perde gran parte del suo valore. Altre cose grosse, non direi: non mi sono arruolato per nessuna guerra, nessun meteorite ha colpito la mia casa, nessun fiume mi è straripato sotto i piedi… sono queste le cose da raccontare e io non ne ho.
C’era una volta quello che sapevo raccontarti e adesso non ne ho voglia. Ogni tanto apro il frigo per vedere cosa c’è… c’è una colonia di melanzane (amo solo la frutta di stagione), una scatola di dodici uova. Credo che mi farò una frittata di melanzane. Altro da dire?
Prima stavo guardando un documentario in televisione e ho notato che non parlavano del Minnesota. Nessuno parla mai del Minnesota. Ovvio, potresti obiettare, era un documentario sulle guerre puniche, ma oseresti mettere in dubbio l’importanza strategica del Minnesota per le guerre puniche? Se i Cartaginesi avessero avuto un avamposto lì, avrebbero stravinto. Il fatto che il mondo dei documentari trascuri il Minnesota mi fa pensare che il Minnesota sia uno dei posti peggiori del mondo, e allora mi sono documentato e ho scoperto che là non hanno gli autovelox ma un’altissima incidenza di emorroidi. Allora ricordamelo, se da grande dovessi diventare Piero Angela, dovrò rendere onore a questo stato dimenticato. Oddio, è poi difficile che io diventi Piero Angela, per il semplice motivo che sono Michele Mari, ma se dovesse succedere, il Minnesota avrà finalmente l’onore che gli spetta. Al mondo c’è anche di peggio che il Minnesota, eppure continuano a far documentari su cose che non sono il Minnesota e questo mi ricorda la notte di maggio che io volli essere qualcos’altro, un astro, un cane, uno stato americano, ma basta essere Michele Mari, eroso dall’impossibilità di diventare Piero Angela.
Il mio cane da guardia ha paura dei ladri ma i ladri a casa mia non entrano perché han paura del cane. Basterebbe parlarsi per risolvere il problema e svaligiarmi la casa, ma il cane ha paura di parlare ai ladri e i ladri non si fidano ad avvicinarsi al cane. Poi i cani non parlano, o almeno il mio non parla, nonostante abbia vissuto in una casa piena di televisioni, melanzane e grattugie (solo quando è stagione, le grattugie di serra sono insipide).
Ieri ho dimenticato di scolare la pasta e l’ho mangiata scotta, anzi, ho anche rinunciato a scolarla, l’ho mangiata con l’acqua e devo dire che non è male. Questo mi ha fatto venire in mente i primi tempi che ero un bambino e non so perché. Io da bambino giocavo al Meccano e ho capito subito, al primo tentativo, che le viti non andavano ingoiate.
L’altro ieri mi è venuta la nostalgia a guardare le stelle. Eppure, anche stasera non ho altro da guardare, ammesso che non mi venga voglia di aprire il frigo e osservare una colonia di melanzane. Oh, lo farei, se non mancassero di poesia, le melanzane. Si chiamassero stelle le melanzane e melanzane le stelle, avremmo gli amanti ad osservare il frigo, d’estate… oppure no, sono lì per ricordare a Michele Mari la notte di maggio in cui volle essere una melanzana. O una stella.
Saluti
Michele (detto “quello con la camicia rossa” se ho la camicia rossa e i presenti non mi conoscono”)


