Bob Dylan è quel tizio che alle scuole medie la prof. di musica ti fa imparare con lo sbausciante piffero una certa blouinindeuind e che tu, che ti ritieni uno furbo, dici ai tuoi amici: “O ragazzi, ma questo è un capolavoro, poi ‘sto Bob Digan è uno che ne sa parecchio, è uno tosto, molto importante, ha fatto un mucchio di canzoni, altroché i Teichtèt”. Sapendo di sapere solo Blowin’ in the wind. Che con quell’odioso zufolo faceva solo cagare.
Bob Dylan è allora che tu ritorni a casa e cerchi se tuo papà cià la cassettina di blouinindeuind, e lui ti tira fuori un consunto reperto giallino con su scritto “Rockstar in Concert” e la versione di Blowin’ al Madison Square Garden ’71. Cazzo, è bella e l’ascolti tre quattro volte di fila. E ti accorgi che le parole di Tenco son diverse. Queste son più belle. Allora dici alla prof. di musica: non possiamo leggere la traduzione giusta e poi cantarla in inglese, che è più bello? No. Tre voci recitanti recitarono Quante le strade che un uomo farà. Poi noi cantavamo e qualcuno suonava il piffero e la tastiera al saggio di fine anno della scuola media Tazionuvolari di Voltamantovanainprovinciadimantova.
Bob Dylan è quel librino giallino Niutoneconomici Blues Ballate e Canzoni che tuo papà conservava con su quelli che tu credevi essere tutti i testi di Bob Dylan, e tu poi hai trovato in un remoto cassetto le bobine che il prof. di musica collega del tuo papà (il quale insegna matematica) gli aveva registrato durante le ricreazioni dai suoi vinile da collezione con il giradischi della scuola media Padrecostanzobeschi di Castiglionedellestiviereinprovinciadimantova. E stavi lì, era l’estate del 2000, col uolkmen a ascoltare a letto le cassette e leggere i testi. Così imparai a memoria tutto, fino a Tombstone Blues. L’altra parte di Highway 61 era su una cassetta che avrei trovato dopo.
Bob Dylan è il Fedo, nostalgico chitarrista quarantenne che si ricorda qualcosa e ti suona Mr. Tambourine man.
Bob Dylan è il testo di Bob Dylan’s dream che avevo incollato sul diario e la mia amica Federica, gran figa, ne aveva voluto una copia.
Bob Dylan è il pazzo che passava le vacanze insieme a noi nella casa dei padri a Temù in Alta valle Camonica, e io facevo l’animatore e i ragazzini ascoltavano con le altoparlanti Robbiuilliams mentre lavavano il pavimento, e lui arrivava incazzato come una faina urlando: Questo è una nullità, tra due anni nessuno sa chi è, di Bob Dylan si ricorderanno anche fra quattrocento anni! E poi rubava la chitarra del Fedo e cominciava a urlare, strastonato. Eseguimmo la più intensa versione di On the road again che uomo abbia mai sentito. E dire che mi fa anche un po’ schifo, On the road again.
Bob Dylan è la cassetta da 120 che hai regalato alla Fabiola, e che le ha fatto schifo, a parte AUUDAZITFIL!. Credo che sia il ritornello di Like a rolling stone
Bob Dylan sono io che decido di comprare una chitarra e allora, aprile 2001 vado a Mantova a comprare un cassone che mi costò centoventi carte da mila (ossia 120.000 £), e giù a spaccarsi le dita fino al sangue, e frantumare plettri, ma poi riuscire a fare Mr. Tambourine Man con il Fedo era uno soddisfazione.
Bob Dylan è il fratello maggiore e minore di tutti i grandi che ciò la discografia, Leonard Cohen, Guccini, De Andrè, De Gregori, Vecchioni.
Bob Dylan è Dario, che gli hai prestato Highway 61, finalmente intero perché l’avevi preso con l’Espresso e si è appassionato.
Bob Dylan è Pat Garret and Billy the Kid acquistato in Germania.
Bob Dylan è finalmente la cassetta con su Blonde on Blonde che hai trovato. E Visions of Johanna rimani lì a ascoltarla con Blues Ballate e Canzoni in mano e non ci capisci niente ma è gran bella.
Bob Dylan è il professore di musica collega del mio babbo che ti presta Time out of Mind, Oh Mercy, Bootleg series 1-3, Blonde on Blonde in Cd (non è poi che mi piaccia così tanto). Poi è padre Giovanni, parroco, che tu gli rubi Freewheelin’ e Desire che tanto lui non li ascolta, è solo abbonato a TV sorrisi e canzoni.
Bob Dylan è Blood on the Tracks che a me e Dario che ce lo masterizzavamo pareva così prezioso che era sacrilego fotocopiare la copertina. Due ore di latino a ricopiare il disegno con quel naso di profilo che non gli usciva. Da quel giorno al posto di salutarci urlavamo IAAAIDIOTUIND.
Bob Dylan è mio papà che mi porta nel negozio di Deborah Kooperman, già chitarrista di Guccini, a Villafrancadiveronainprovinciadiverona, e acquisto la mia seconda chitarra, una Seagull, molto costosa e molto bella, con la quale in tecnica ormai batto il Fedo.
Bob Dylan sono io che dico mi manca solo l’armonica, allora rubo al prete il supporto e mi reco nel medesimo negozio e la compro. E la mia collezione continua.
Bob Dylan è WinMX che mi ha dischiuso le porte di Planet Waves, John Whesley Harding e tanti altri, praticamente tutti.
Bob Dylan è che però poi mi sentivo in colpa, allora al concerto ci devo andare, per dargli un po’ di soldi, allora via a Stra io e Dario in autostrada che era la prima volta che la prendevo e al casello sono anche dovuto scendere perché non arrivavo a ritirare il biglietto, avevo calcolato male la distanza.
Bob Dylan è la Hard Rain che abbiam preso in testa, o meglio era una hail coi controcazzi, là a Stra. Io poi non avevo l’ombrello e mi arrivava la mia parte di grandine e poi anche quella di quelli di fianco che avevano l’ombrello. Però quando è salito sul palco, che cazzo lo scrivo a fare, Bob Dylan è Bob Dylan.
Bob Dylan è quello che ha fatto dei dischi di merda ma per scrupolo hai pure quelli. Insomma, da Shot of Love a dire che è bello ce ne passa. E tutti gli altri dischi che non sopporto, e li lascio lì, come se non li avesse fatti.
Bob Dylan sono le classifiche dei dischi più belli, allora c’è la lotta: Blood, Highway, Mercy, Desire? Freewheelin’, Times, Blonde, John? Love, Time, Planet? Nashville (bè forse no), Morning (no), Legal, Infidels? Live 75 o 66? Cazzo, son tutti belli, magari più belli o più brutti di New Skin di Cohen, o di Radici di Guccini, ma son tutti più belli di quelli di Baglioni. Cazzo.
Bob Dylan è litigare col Paio che diceva che era morto.
Bob Dylan è una tipa alla Ricordi di Bologna che paga il Gritestits di Britnispiars e poi chiede curiosa chi sia il tipo con la sigaretta dopo Marylin Monroe nelle foto sul soffitto. L’avrei uccisa a colpi di Bootleg Series in testa, che son tre Cd bei pesi.
Bob Dylan è When we first met e tutto il resto che viene dopo, che ogni disco mi ha cambiato un poco. Forse in peggio. Ma io ci voglio bene a quel tipo là che la chitarra e l’armonica le suono meglio io, e se permetti ho anche una voce più gradevole. Ma lui è Bob Dylan e metti caso che mi chiamavo Robert Zimmermann pure io nato a Duluthinprovinciadiminnesota, lui era quello giusto.


