La Latta del Bardo

   Archivio di Michele Mari, il bardo di Volta Mantovana .
UNDER CONSTRUCTION

 

CIMG3315Chi sono?
Istruzioni per la navigazione

Ti è piaciuto il sito? Lascia uno spicciolo di commento nella latta del bardo!

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Prossimi concerti

Domenica 27 Luglio
Palazzo Cavriani, Volta Mantovana ore 21.00
apertura concerto Flavio Oreglio + i Luf

Canzoni
Dentro un bicchiere
London
L'asso nella manica
Passaggi
Maledetto sia Copernico
...mon semblable, mon frère
Piccola canzone
Preghiera
Nonno Steno Blues
Sto
Era il tempo...
Lettera ad un architetto
Un cenno di saluto
E' tardi
La ballata di Aldro
La nebbia
Ho venduto l'anima al diavolo
Incubo
Bröta sensasiù blus
El mago de Sasèll
Quando cambia il tempo
24 dicembre 2003
Versioni
Covers
(le canzoni si possono scaricare cliccando col destro su "Ascolta la canzone" e selezionando "Salva oggetto con nome")
Scritti
Cronache di un cronista di prima categoria
Il DE SCROCCO
Il diario dello studente fuori sede
34 motivi per uccidere uno scout
La signora Rosso
Al mondo c'è anche di peggio che il Minnesota
When we first met
Macchinette; un'epopea millenaria
Modena, stazione di Modena
Poesie

Avvertenze
Questo sito è gestito da personale non credente. Qualunque invito a convertirsi a qualsivoglia religione è da considerarsi anticipatamente VANO, e qualunque catechizzatore verrà ricoperto di insulti in dialetto dell'alto-mantovano. Germano Mosconi for Pope!

Il Papa condanna questo sito

Questo sito sta, lentamente, svolgendo l'Operazione Jacques Brel, cioè pubblicare di tanto in tanto le traduzioni in italiano del maestro belga. Sono graditi i contributi. Le traduzioni di Brel si trovano nella sezione "Operazione Brel"

Creative Commons License
Tutte queste opere sono pubblicate sotto una Licenza Creative Commons

"anybody caught singin' these without our permission, will be mighty good friends of ourn, cause we don't give a dern. Publish it. Write it. Sing it. Swing to it. Yodel it. We wrote it, that's all we wanted to do."

le mie categorie
altrui dischi di un certo valore
altrui pietre miliari
canzoni
concerti passati
covers
operazione brel
poesia
scritti
versioni
video


link
AC Mantova
All Fin Volta Mantovana
Beppe Grillo
Bob Dylan
Canzoni contro la guerra
Colleghi cantautori
Davide van de Sfroos
Dino Fumaretto
Francesco de Gregori
Francesco Guccini
Georges Brassens
Giuliana Balzano
Grilli Voltesi
Jacques Brel
L'officina
Le città invisibili
Le Palle Di Mozart
Leonard Cohen
Marcella Garuzzo
Roberto Vecchioni
Vincent per Sempre
Youtube

Questo sito supporta
le seguenti campagne:

Rimandiamo il Papa ad Avignone
Movimento per Gaetano Bresci
Meglio l'erba del vicino che il vicino di Erba
Forza Danimarca

Skype Me™!
counter

dal 14 Aprile 2007


sabato, 05 luglio 2008
 

Quando cambia il tempo

Quando cambia il tempo

 

Ascolta la canzone

(capotasto al II° tasto, La maggiore)

 

Sol                               Do                   Sol

Forse troverò il guado allo scorrere del tempo

  Re                                         Do      

Per adesso risalgo la riva verso la sorgente

Re                               Do                   Sol

Del fiume che mi ha di nascosto portato a valle

Do                                           Sol

Nel lungo cammino sui sassi delle sponde

Do                                           Sol

Ogni tanto ripenso ai quadri che ho visto

Re                      Do                      Sol

E ancora ricordo così tante sale dopo.

 

Come vedi mi nascondo dietro qualche tipo di barba

Ma ho ancora il coraggio di cantare canzoni diverse

Come vedi ho paura a rischiare parole per te

E non tengo più il conto delle ore perse

Come vedi è bello anche seduti su una panchina

A raccontarci il nulla che ci tiene tranquilli

 

Come sai non sono cambiato molto da allora

Ma cerco le viste dall’alto e le salite

Così mi sono creato questo cielo di carta di vetro

E non ho più paura dei rumori che questa casa fa di notte

Ma quando cambia il tempo non riesco mai a dormire

E non capisco mai se ci sei ancora.

postato da michelemari | 14:49 | commenti (4)
canzoni


venerdì, 21 dicembre 2007
 

regalo di natale

Di questa mia vecchia canzone è superfluo riportare il testo.
il titolo è 24 dicembre 2003

Clicca qui per ascoltare

racconta un fatto veramente accaduto, letto quel giorno sulla Gazzetta di Mantova.

postato da michelemari | 15:07 | commenti (3)
canzoni


domenica, 16 settembre 2007
 

El Mago de Sasèll

(maggio 2006)

Il mago Gino è un anziano signore di Volta, sedicente mago. Gira per il paese con un Garelli del 65, cui ha legato dietro una cassetta per la frutta con scritto a pennarello "Mago Gino".

I suoi trucchi principali sono: alzare il coperchio di una cassapanca e, sostenendo di parlare con Londra, gridare dentro: "Che temp fa a Londra?", poi, verso il pubblico: "A Londra i dìs che piöf"; trucchi di carte, mal riusciti; sedute spiritiche. Il Sasello in questione è una contrada di Volta Mantovana, quella che dal centro storico scende verso l'inizio del piano padano. 

Sol                               Do                        Sol

Che nase sènt famusa süced mia trop de spess

Mim                                  Do              Re

Che cambia töt el mund e fa ‘n pö de burdèll

Sol                              Do                   Sol

Il papa di Polonia, Maradona l’argentino

Do           Re      Sol

E lü, che l’era de Sasèll

Che nasca gente famosa non succede molto spesso

Che cambia tutto il mondo e fa un po' di casino

Il papa di Polonia, Maradona l'argentino

e lui, che era di Sasello 

I se n’era encursì sübit che l’era en giöt en pö speciale

El vestìa töc i dè cuma s’el fess Carnevale

El sügàa mai al balù ma el gh’ia en sogn en testa

E l’era un sogno niente male

 Se ne erano accorti subito che era un ragazzo un po' speciale

Vestiva tutti i giorni come fosse Carnevale

Non giocava mai a calcio, ma aveva un sogno in testa

ed era un sogno niente male

Lü l’era analfabeta e anca un pö stimmatic

Ma el lesìa le carte e i fondi del caffè

El gh’ia en cilindro in testa e l’era aga simpatic

L’era famùs, ma el ghe n’ia mia a sé

 Lui era analfabeta e anche un po' astigmatico

ma leggeva le carte i fondi del caffè

aveva un cilindro in testa ed era anche simpatico

Era famoso, ma non ne aveva abbastanza

Sim           Do         Re

Alùra l’à töt el Garellino

Do                   Re   Sol

L’è deèntà el mago Gino

 Allora ha preso il Garellino

è diventato il Mago Gino

“I mìi i vulìa fàm stüdìa de pret

ma gh’ie mia la vocassione e sò restà en s’el vago

ò stüdìa ‘na möcia, me so aga esercità

lè, sò deèntà el Mago”

 "I miei volevano farmi studiare da prete

ma io non avevo la vocazione e sono restato sul vago

ho studiato molto e mi sono anche esercitato

ecco, son diventato il mago"

El gh’ia en qual difèt ma l’era mia stràss

Ma l’à mai tirà föra gninte dal capèll

El ghe pruàa semper cui üsèi e cui curniöi

Ma i vegnìa föra mort e sensa pèll

 Aveva qualche difetto ma non era scadente

Anche se non ha mai tirato fuori niente dal cappello

ci provava sempre con gli uccelli e coi conigli

ma venivano fuori morti e senza pelle

Però a fa sparì la roba l’era prope el mei

El fasìa sparì su mader e la roba de magnà

Na ölta el m’à fat sparì de bisaca el purtafoi

T’à fàt, me l’ò pö catà

 Però a far sparir la roba era proprio il meglio

Faceva sparire sua mamma e la roba da mangiare

una volta mi ha fatto sparire di tasca il portafoglio

accidenti*, io non l'ho più trovato

Alùra l’è cascà cul Garellino

S’è sgarbelà el Mago Gino

Ma la magia pü bela che g’à cambià la vita

L’è stà fa fünsiunà chel Gareli scalcinà

L’à dit ventòt bestöme, el gà dàt una pesàda

Per vint an el s’è pö smursà 

 Ma la magia più bella, che gli ha cambiato la vita

è stato far funzionare quel Garelli scalcinato

Ha detto ventotto bestemmie e gli ha tirato un calcio

per vent'anni non si è più spento

Alura l'è cascà cul Garellino
S'è sgarbelà el Mago Gino

 Allora è cascato col Garellino

si è sbucciato* il Mago Gino

Sol            Do    Sol       Do

E so e şò e so e aanti e endrè

Mim                                         Sim

Ma gnà en mago l’è bù de fermà el temp

Do                               Re                    Sol

E i an i scapa fort e el Gareli ghe tè mia a drè

 E su e giù e avanti e indietro

Ma nemmeno un mago sa fermare il tempo

e gli anni scappano forte e il Garelli non tiene il passo

El mantel in de l’armare el sé töt sculurì

E lü ades el ga aga la su età

El varda a drè la schena, el manda sò en gusì

El sa gnà lü cusa spetà

il mantello nell'armadio si è tutto scolorito

e lui adesso ha anche la sua bella età

si guarda dietro la schiena, manda giù un goccino

non sa nemmeno lui cosa aspettare 

Nuater spetòm el Garellino

Spetòm amò el Mago Gino

Noi aspettiamo il Garellino

aspettiamo ancora il mago Gino

note dialettali: non tutti i termini in lingua originale hanno un'esatta corrispondenza in italiano. "T'à fat"è un'intercalare che indica stupore o risentimento, un po' come "accidenti", però è l'abbreviazione di un insulto, che a sua volta non vuole offendere ma solo indica stupore o risentimento, cioè "la vaca ad to mader che t'à fat", vale a dire "quella vacca di tua mamma che ti ha fatto". Per brevità, rimane solo il "t'à fat". "Sgarbelà", voce del verbo "sgarbellare" è una via di mezzo tra lo sbucciarsi il ginoccio o altre membra e lo scorticarsi. Indica una ferita non grave ma senz'altro dolorosa, con perdita evidente di tessuto epiteliale. E' peggio, e più goffo, di sbucciarsi, ma non ancora scorticarsi, che si può dire "sbregarsi", "cavarsi la pelle".


 

postato da michelemari | 12:18 | commenti (3)
canzoni


lunedì, 27 agosto 2007
 

Bröta sensasiù blus

(ottobre 2004)

Ascolta la canzone

 

Sol

Ussignùr che bröta sensasiù

Do                                           Sol

Ussignùr che bröta sensasiù

Re                      Do                           Sol

Ardòm de tiras so cantando un bel blus

 

La me murusa l’è andada via

Me i è tri dè che magne mia

 

La m’à lasà en gran burdèl en testa

Entant cuma a’n pursel m’à fàt la festa

 

E me i è tri dè che pianse

Me manca i su senòc, i gombèt e pò le sguanse

 

I me amigh i fa i prufesùr de la reasiù

Ma fa prope pràn mal ciapàla in del cül

 

Quand gh’èra de caàs sò te stàe mia tant lè a discüter (te’el sè)

So mia se sarà l’istèsa roba nà a let sensa de te

 

En fin di cuntc som mia stat mal

Te cante un blus per ringrasiat e per mandaret a cagà

 

En fin di cuntc se som gudit de bù

Te cante un blus per ringrasiat e per mandat a dar via el cül

 

postato da michelemari | 14:09 | commenti (4)
canzoni


venerdì, 20 luglio 2007
 

Incubo

(agosto 2003)

Lam  Lam/do

 

Sib                   Lam

Ieri sera ho fatto un incubo

Sib                   Lam

C’era un mucchio di gente

Sib                   Lam

Mi urlavano sei un grande

Sib                   Lam

Tirandomi addosso verdura

Sib                   Rem

Ed io scappavo lontano

Fa                    Sol

E loro mi correvano dietro

Do       Mim            Do            Mim

E quando non avevo più fiato

Fa                                Mi                    Lam

Mi han detto: canta una canzone

 

Un gruppo di idealisti

Mi ha detto che ero materialista

Un gruppo di materialisti

Mi ha detto che ero idealista

Ed io gridavo: Cristo, no,

non sono moderato!

E quando piangevo mi han detto

Non sei un moderato: sei un coglione

 

Poi mi è apparso Dio

E mi ha detto che era tutto uno scherzo

Era una penitenza che doveva pagare

Quando perse ai quattro cantoni

Ma deviò le pene su me

Che dopotutto sono suo figlio

Io gli ho chiesto: ti sembra giusto?

Lui mi ha chiesto: ti sembro giusto?

 

Mi sono visto sventolare

Una bandiera americana

Entrare in un Mc Donald

E mangiare una settimana

Ma poi non avevo i soldi

E mi han mandato in guerra

Ho ucciso seimila persone

E le ho messe nei panini


Mi han detto che l’uomo è nulla

Se non ha le sue emozioni

Io ero come un automa

E suonavo in un pianobar

Mi hanno licenziato

Perché non sapevo verniciare

Io ho chiesto: cosa c’entra?

E mi han detto: tu non c’entri comunque

 

Ho bussato con cortesia

Alla porta della mia bella

Lei mi ha aperto stupita

Non pensava di trovarmi lì

Così mi ha offerto l’acido

E l’ho bevuto con piacere

Mi ha guardato sciogliermi lì

E poi ha pulito la sedia

postato da michelemari | 12:13 | commenti (4)
canzoni


giovedì, 05 luglio 2007
 

Ho venduto l’anima al diavolo per una birra ed un panino (all’incrocio della strada)

(gennaio 2006)

 

…I sold my soul to the devil…

 

Re

Ho venduto l’anima al diavolo

Do

All’incrocio della strada

            Sol

Per una birra ed un panino

Non gli ho chiesto l’onniscienza

O di imparare a suonare

In modo divino

 

Sim                           Fa#m

E voi non guardatemi storto

                        Sol                                           Re

L’ho venduta per qualcosa di cui avevo bisogno

Sim    La                  Sol                               Re

Ho venduto la mia anima per una birra ed un panino.

 

D’altra parte erano le quattro

Avevo un buco nello stomaco

E una sete dannata

E devo dire che il diavolo fa le robe per bene

Perché il panino era squisito

E la birra prelibata

 

Non c’è niente di male

L’ho venduta per qualcosa di cui avevo bisogno

Ho venduto la mia anima per una birra ed un panino.

 

Lui subito mi ha guardato storto

Perché potevo chiedergli la ricchezza

La giovinezza eterna o un intero reame

Ma non mi serviva nulla di questo

E già che lui era lì per me

Gli ho chiesto di placarmi sete e fame

 

E non mi dite che ho dato per poco prezzo

La cosa che avevo di più cara

Ho venduto la mia anima per una birra ed un panino.

 

Tanto anche voi, ne sono certo

L’avete svenduta ad un dio, ad una fede

O a qualcos’altro in questo mondo

Oppure l’avete regalata ad un idea

E persa in guerra in difesa di qualcuno

O qualcos’altro in questo mondo

 

Io almeno l’ho venduta

Per qualcosa di cui avevo veramente bisogno

Ho venduto la mia anima per una birra ed un panino.

postato da michelemari | 11:37 | commenti (2)
canzoni


martedì, 12 giugno 2007
 

La nebbia

(novembre 2005)

Ascolta la canzone

 

Re        Do/re         Re’      Do/re

Tu che passi da queste parti

Re                    Do/re            Re

Non pensare alla nebbia

Re        Do/re         Re’      Do/re

Non pensare che copra tutto

Re                    Do/re            Re

E non avere paura

Fa                                Do

Noi che qui dentro ci abitiamo

Lam                 Sol

Sappiamo cosa c’è sotto

Fa                                Do

Noi che la mangiamo ogni giorno

Lam                 Sol

La sappiamo a memoria

 

E non credere che sia nuova

Ne abbiamo viste di peggio

E non dire che non ci si vede

Qui non ci si vede mai

Noi che qui dentro ci abitiamo

Sappiamo leggerci in mezzo

Noi che la mangiamo ogni giorno

Sappiamo lamentarci comunque

 

Tu che passi da queste parti

Non dire che non vedi le stelle

Non c’è bisogno di vederle

E le stelle non servono a nulla

Ma noi che qui dentro ci abitiamo

Sappiamo lo stesso dove sono

E poi continueremo a inventarle

Finché non ne rimarrà nemmeno una

postato da michelemari | 16:48 | commenti (2)
canzoni


lunedì, 04 giugno 2007
 

La ballata di Aldro

(maggio 2007)

canzone per Federico Aldrovandi
http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it

http://www.reti-invisibili.net/aldrovandi/

 

ASCOLTA LA CANZONE

GUARDA IL VIDEO 1

GUARDA IL VIDEO 2


C’è un ragazzo morto steso in riva al fiume Po

Sale il sole sopra i tetti di città

 

Era quasi l’alba, era quasi il giorno dopo

Un ragazzo vivo cammina verso casa

 

Non aveva mai ammazzato e nemmeno mai rubato

Aveva diciott’anni e sua madre ad aspettare

 

Quattro uomini nell’alba gli sbarrano la strada

E lo prendono e lo pestano e lo schiacciano per terra

 

Poi gli salgon sulla schiena e lo fanno stare zitto

E gli metton le manette e gli torcono le braccia

 

Arriva l’ambulanza che lui già non respira

Ed ha il viso gonfio e livido di morte

 

Non si sa il motivo, non si sa il perché

Ma a ammazzarlo come un cane sono stati i poliziotti

 

C’è un ragazzo morto steso in riva al fiume Po

Sale il sole sopra i tetti di città

 

Ci son due manganelli rotti sull’asfalto

C’è il giorno che si scopre sporco già di sangue

C’è un silenzio grigio tutto intorno

C’è un corpo massacrato coperto da un lenzuolo

 

C’è un ragazzo morto steso in riva al fiume Po

Scende il sole sotto i tetti di città

 

 


postato da michelemari | 20:45 | commenti (8)
canzoni
 

E’ tardi

(maggio 2005)

Ascolta la canzone 

Capotasto al III tasto (Sib maggiore)

 

Sol                                           Do            Sol

La serata finiva stancamente un maggio strano

Sol                               Do            Sol

Passato senza lasciare una canzone

Do                                           Sol

Gli offrirono una paglia disse non fumo

Re                    Do            Sol

Ma guarda che strana situazione

 

Notte di fari che allungano le ombre

Notte senza bottiglia né sbadiglio

Notte senza adii né risposte

Notte da contare ogni sbaglio

 

Ma sei il bar ti chiude sulla schiena

E la strada è di un cane che ti guarda strano

Forse sei solo uno straniero che si è perso

È a casa e ne è così lontano

 

Cosa serve un rosario di stelle nelle notti

Che non hai nemmeno voglia di pregare

Si getta un pensiero fra i passi

Ma si può soltanto camminare

 

Do                               Sol

Scrisse una lettera da non spedire

Re                               Do            Sol

È tardi per dirti quello che ho da dire

Ma lascio questa casa e questo viale

Non credo che ci sia scelta migliore

 

E tutti dicevano sei in ballo devi ballare

Ma come si fa senza musica né voglia

Tanto vale andare un po’ più avanti

L’unico sbaglio è volersi riposare

 

E la notte non è una coperta

Serve per cercarsi nelle tasche ancora un po’

Ma tirava fuori solo una canzone

Billy, you’re so far away from home.

postato da michelemari | 01:17 | commenti (1)
canzoni


venerdì, 18 maggio 2007
 

Un cenno di saluto

(febbraio 2006)

(guarda la registrazione)

 

 

 

Mi                                           La                    Mi

Lontano, così lontano, dalle preghiere di resurrezione

Dalle parole dei teologi e di chi ne sa di più

Lontano dai saluti quando si incrociano le persone

E dalle lacrime che ormai non vengon giù

Do#m                          Si                     La

Io non credo che potremo vederci ancora

Non credo nemmeno che tu mi possa sentire

Ma una vita non può finire come un giorno di scuola

E comunque servono i saluti prima di andare

 

Mi            La                    Re            La

E forse ti ritroveremo tra le pagine di un libro

Mi                               La            Do#                 Re

In una bestemmia, in un bar, in una strada di Roma

La                    Mi                    Re            La

Ma non potrai più farci un cenno di saluto

 

Qui Gabriele, ogni tanto ci contiamo le ossa

E qualche volta cerchiamo di fare l’appello

Ci scambiamo gli amori per qualche rosa rossa

E se passa qualcuno ci leviamo il cappello

Si tirerà avanti fino ad averne abbastanza

Fino a che all’anima non servirà vivere ancora

Si ballerà questo tango fino all’ultima danza

Ma il tuo vuoto, Grande, ci fa un po’ paura

 

E forse ti ritroveremo tra le pagine di un libro

In una bestemmia, in un bar, in una strada di Roma

Ma non potrai più farci un cenno di saluto

 

Qui Gabriele, sapessi che noia d’estate al paese

La foto che ti hanno messo non ti assomiglia per niente

Qui ogni tanto si brinda per te, ti si alza il bicchiere

Qui ogni tanto per sbaglio ti si parla al presente

Io ormai non mi chiedo più un dove e un perché

Solo che potevi andartene come al solito gridando

Farei un casino dannato per avere un saluto da te

                                                                                    Mi            La

Qui piove piano: ogni tanto ti penso, ogni tanto cammino fischiando

 

E forse ti ritroveremo tra le pagine di un libro

In una bestemmia, in un bar, in una strada di Roma

Ma non potrai più farci un cenno di saluto

(al Grande)

postato da michelemari | 11:19 | commenti (1)
canzoni