La Latta del Bardo

   Archivio di Michele Mari, il bardo di Volta Mantovana .
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venerdì, 06 giugno 2008
 

La guerra del ’15-‘18

Un'altra nobile traduzione, stavolta in italiano, da Georges Brassens

La guerra del ’15-‘18

Re
Da quando l’uomo fa la storia
E si ammazza pien di gioia
                                    Re7
Se fra mille e cento guerre
Fossi tenuto ad indicare
Sol       La7            Re
Quella che preferisco
Sol       Do#7            Fa#m
Risponderei di botto
Re7   Sol        La7      Sim7            Si7
Colonnello io preferisco
Mim La7Ré
Il ’15-‘18
 
Non voglio dire che non ami
Le campagne dei romani
Che mi fan girar le balle
Bouvines e Roncisvalle
Al contrario le riverisco
E in pagella darei otto
Ma colonnello io preferisco
Il ’15-‘18
 
Sì, lo so, la Reconquista
Non fu affatto pacifista
E con Nelson Bonaparte
Non giocò di certo a carte
Quelle gesta le conosco
Le rispetto e non le sfotto
Ma colonnello io preferisco
Il ’15-‘18
 
Da quella del quaranta
Non si poteva aver di più
Fu lunga e massacrante
E non ci sputo certo su
E quindi le riconosco
Il bene che ci ha fatto
Ma colonnello io preferisco
Il ’15-‘18
 
Non voglio poi parlare
Delle guerriglie americane
Guerre sante e resistenze
Di due sole settimane
Ciascuno può piacere
Avrà pure qualche lutto
Ma colonnello io preferisco Il ’15-‘18

Marte ha pronto un nuovo colpo
E prima o poi dal suo cannone
Sparerà una gran delizia
Che mi farà molta impressione
Nell’attesa io rimango
Per quella del 18
Colonnello io vorrei fare Il ’15-‘18

 
postato da michelemari | 21:52 | commenti (1)
video, versioni


lunedì, 21 aprile 2008
 

La vaca t'à fat

Si inaugura una nuova serie di canzone, le "versioni", cioè le cover di brani stranieri tradotti.

Qui c'è la versione in dialetto lombardo orientale (cioè il mio, altomantovano) di Putain de toi, di Georges Brassens.

PUTAIN DE TOI

Ascolta la canzone

LA VACA T'A FAT
 
C’era una volta che me stae en sö la lüna
Bel de luntà dei piaser del mond
Sumenae le viole e cantae per la gloria
E ghe iötae ai gàt vagabond
C’era una volta che stavo sulla luna, lontano dai piaceri del mondo, seminavo le viole, cantavo per la gloria e aiutavo i gatti vagabondi.
A A A, la vaca t’à fàt, A A A, so prope sfigà
            A, tu, miserabile figliolanza di giovenca, A, sono proprio sfortunato.
‘Na sera vargòt me raspa a la porta
Sarà un gat, föra piöf e fred
Ostis el gat che m’à purtà la tempesta
Te sie te, te sie te, te sie te
Una sera qualcosa mi gratta alla porta, sarà un gatto, fuori piove e fa freddo, ma ostia, il gatto che m’ha portato la tempesta, eri tu!
A A A, la vaca t’à fàt, A A A, so prope sfigà
 
Madò, che bei occ, bei long e bei verd
Te m’è miss la tu sanfa ensima al cör
E per fortüna che te gh’ie mia i pei
E te sie svelta a càat sò
Madonna, che bei occhi, belli allungati, belle verdi, mi hai messo la tua zampa sul cuore, e per fortuna che non avevi peli ed eri veloce nel disabbigliarti.
A A A, la vaca t’à fàt, A A A, so prope sfigà
 
T’è purtà in gir la tu vita
E ‘ndi quater cantù di me vint’an
E dipendeva da te la giornata
Di me fiùr, de le cansù e di gat
Hai portato a spasso la tua vita ai quattro angoli dei miei vent’anni, e dipendeva da te la giornata dei miei fiori, delle canzoni e dei gatti.
A A A, la vaca t’à fàt, A A A, so prope sfigà
 
Ma el temp el pasa, el scancela sö töt
L’era pasada gnà töta l’istà
Che te brüsae le cansù, te pisae sö i fiùr
E te piciae i me poer gat
Ma il tempo passa, cancella tutto, non era passata nemmeno tutta l’estate, che bruciavi le canzoni, pisciavi sui fiori e picchiavi i miei poveri gatti.
A A A, la vaca t’à fàt, A A A, so prope sfigà
 
Tra l’altro te, bröta pütana
Visto che gh’era gninte de magnà
T’è fat pasà sota a la tu sutana
Aga el furnèr per en toc de pà
Tra l’altro tu, meschina commerciante d’amore mercenario, visto che non c’era nulla da mangiare hai fatto passare sotto la tua sottana anche il fornaio per un pezzo di pane.
A A A, la vaca t’à fàt, A A A, so prope sfigà
 
Basta ho deciso di tornar lassù
Gli amori del mondo non li voglio più
O tòt sö i me coren e i gat
I fiur e töte le me cansù.
Basta, ho deciso di tornar lassù, gli amori del mondo non li voglio più, ho preso su le mie corna, i miei gatti, i fiori e tutte le mie canzoni.
postato da michelemari | 13:43 | commenti (5)
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